Riccardo Schicchi è morto: addio al Re del porno italiano

Riccardo Schicchi è morto: addio al Re del porno italiano

E’ morto ieri Riccardo Schicchi all’ospedale Fatebenefratelli di Roma, a soli 60 anni per una grave forma di diabete.


La grave forma di diabete mellito, che ha reso quasi cieco Riccardo Schicchi, non ha risparmiato neanche la sua vita, che ieri sera si è spenta a Roma, dopo una convalescenza. A stargli vicino fino alla fine l’ex moglie Eva Henger, sempre rimasta in buoni rapporti con il produttore, nonostante si fossero lasciati da tempo.

Schicchi iniziò la sua carriera come fotografo, facendo anche reportage di guerra, ma l’incontro con Ilona Staller e Moana Pozzi diede una svolta alla sua vita e si affermò col tempo come il più accreditato regista, imprenditore, produttore e talent scout italiano attivo nel mondo della pornografia. Attratto dal mondo della sessualità, assieme alla disinibita modella ungherese dopo alcune esperienze radiofoniche (il primo film risale al 1979) fondò Diva Futura, agenzia per modelle e modelli dedicata al mondo dell’erotismo.

A causa della sua attività, ha avuto a carico anche dei procedimenti giudiziari: nel 2006 venne condannato in primo grado a 6 anni con l’accusa di associazione per delinquere, violazione della legge sull’immigrazione e sfruttamento della prostituzione. Fu coinvolto anche nello scandalo Vallettopoli: arrestato, venne poi scarcerato.

A ricordarlo, ci ha pensato Rocco Siffredi:

“Per l’Italia della pornografia questo è un grave lutto. Non c’è stato nessuno come lui che ha creduto così tanto al made in Italy pornografico, riuscendo a sdoganare tutto il mondo del porno, andando dritto per una strada in cui credeva anche a costo degli insulti dei benpensanti. A me fermavano per la strada per dire sei un figo, sei un grande, a lui sberle e frasi tipo sei un maiale”.





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto